edward Antonia Astori

Quelli che Antonia Astori chiama i “mobili della memoria” raccontano di una particolare attenzione per la vita negli interni delle case. Un’attenzione che si concretizza nel recupero di tipologie scomparse (il letto a baldacchino) così come nell’adozione di materiali e lavorazioni preziose (l’acciaio inox rivestito in corda).

caratteristiche

Letto doppio. Struttura e baldacchino in acciaio inox satinato e legno. Piano in massello di merbau. Testiera in acciaio inox rivestito in corda intrecciata.

dimensioni

Edward I letto doppio con testata: L. 187 P. 207 H. 105; base letto: H. 34

Edward III letto doppio senza testata: L. 187 P. 207 H. 34

Edward II letto doppio a baldacchino con testata: L. 199 P. 219 H. 250; base letto: H. 34

Edward IV letto doppio a baldacchino senza testata: L. 199 P. 219 H. 250; base letto: H. 34

Edward I letto doppio con testata: L. 187 P. 207 H. 105; base letto: H. 34

Edward III letto doppio senza testata: L. 187 P. 207 H. 34

Edward II letto doppio a baldacchino con testata: L. 199 P. 219 H. 250; base letto: H. 34

Edward IV letto doppio a baldacchino senza testata: L. 199 P. 219 H. 250; base letto: H. 34

Struttura e baldacchino in acciaio inox satinato e legno. Piano in massello di merbau. Testiera in acciaio inox rivestito in corda intrecciata. Il letto è disponibile anche con 8 tende e 1 cielino in lino bianco. Materasso non incluso.

Antonia Astori
Antonia Astori

Antonia Astori frequenta l’Athenaeum di Losanna ove si laurea, nel 1966, in Industrial e Visual Design; nel 1968, con il fratello Enrico e Adelaide Acerbi, fonda Driade, Per Driade Antonia Astori, oltre a disegnare arredi, svolge il ruolo di coordinatore delle attività progettuali, arrivando a costruire un intreccio unico tra furniture design, allestimenti e negozi. Suoi gli antesignani sistemi Oikos I (1972), Oikos II (1980) e Pantos (1986) Ai sistemi Antonia Astori affianca la progettazione di mobili singoli in cui la dimensione dell’abitare è sempre attentamente valutata. Con questo spirito nascono, potremmo dire come “architetture da camera”, prima gli Aforismi (1984), quindi la collezione San Souci, (1990) e infine, nel 2006, lo scrittoio Virginia e la libreria Eileen. Parallelamente alla attività di designer, Antonia Astori si occupa di architettura degli interni disegnando case che i valori di distribuzione e razionalità, perseguiti allo spasimo, hanno reso durature nel tempo e totalmente scevre da riferimenti alle maniere stilistiche via via dominanti. Il ruolo di Antonia Astori sulla scena nazionale e internazionale, per quanto caratterizzato da una profonda discrezione caratteriale, si completa con la partecipazione a importanti eventi: Eurodomus a Torino nel 1971, sotto l’egida di Gio Ponti; la mostra “Design Donne” nel 1985 a Tokyo; le numerose partecipazioni in Triennale così come a Verona per “Abitare il tempo”.