filosofia

Driade è un laboratorio estetico alla continua ricerca della bellezza nell’abitare. Il vasto catalogo driade comprende mobili per la casa, il giardino e gli spazi collettivi. Sono oggetti d’arte e d’uso quotidiano, anime che si fondono armonicamente. Questo costituisce l’unicità della proposta Driade nel mondo del design.

Il laboratorio estetico nasce dal desiderio di introdurre sperimentazione nella serializzazione del prodotto industriale. La ricerca della creatività in ogni prodotto costituisce il senso stesso dell’impresa.

Driade dà così vita a prodotti dagli attributi unici: eclettici, stravaganti ma al tempo stesso eleganti, senza tempo e soprattutto gioiosi. In questa alchimia di linguaggi e sensazioni ciascuno trova una Driade che gli assomiglia.

L’arte dell’abitare è basata sul concetto che l’eclettismo, il mélange di culture, curiosità e sorpresa rappresentino la vera essenza della nostra epoca. Una predisposizione all’ascolto, uno stato di allerta, un’attenzione a registrare i segni provenienti dall’esterno e a tradurli poi in creazioni quotidiane.

Questo rendersi permeabile alle differenze fa del progetto Driade una proposta di grande attualità aperta al futuro. Nega l’appiattimento della globalizzazione, ma ne intuisce la vitalità e la freschezza derivante dalla moltiplicazione dei luoghi di sviluppo delle idee.

1968

L'inizio

Nasce nel 1968 su iniziativa di un gruppo fondatore costituito da Enrico Astori, regista che determina la politica del prodotto e della comunicazione orientando le scelte; Antonia Astori, designer e autore del volto architettonico dell’azienda; Adelaide Acerbi, responsabile dell’immagine e della comunicazione. Driade fin da subito si afferma per la qualità di una proposta originale e di una politica industriale fortemente innovativa, che pone a confronto tre specifiche problematiche del progetto: l’ideazione di un programma, la sua attuazione, la sua comunicazione.

Produrre mobili e arredi come individuali oggetti d’autore secondo logiche proprie del collezionismo, è così che si è sviluppata Driade come fabbrica d’autore

Mentre altre aziende vengono oggi ricordate per UN raggiungimento, per UN momento apicale, Driade nei suoi 47 anni si è configurata come un laboratorio estetico continuamente in progress. (Locatelli)

1968 - 1973

le prime icone di design

Nel 1968 l’esordio di Driade coincide con la presentazione di Driade1, progettato come un testo di calcolate libertà, che creava le premesse per un’interpretazione del tipico “contenitore” in un attivo strumento di progettazione degli spazi. Con questa silenziosa rivoluzione, Antonia Astori riportava il design dentro il solco dell’architettura: l’armadio diventava parete, per poi trasformarsi con Oikos (1972) in un muro divisorio, un sistema di arredamento globale con cui costruire mobili finiti o complesse architetture d’interni, un interfaccia tra un prima e un poi.

La storia di Driade dei primi anni si intreccia saldamente alla storia del design italiano, abbracciando la sicurezza professionale di Giotto Stoppino e di Rodolfo Bonetto, la rivoluzione morale di Enzo Mari, ma anche la rivoluzione artistico-comportamentale di Nanda Vigo, la perfezione classica di Massimo e Lella Vignelli, ma anche la giovinezza sfrontata di De Pas-D’Urbino-Lomazzi.

1982

1° MANUALE di ARREDAMENTO VENDUTO nelle edicole

Sin dall’inizio alla comunicazione è stato assegnato un ruolo strategico che lavora su due livelli: quello della divulgazione e quello della promozione. Entrambi danno luogo a un “metalinguaggio” che elabora le “parole” dei singoli artisti dentro un flusso di comunicazioni che comprendono iniziative editoriali, slogan grafici, costruzione di eventi.
Nel 1983 Driade pubblica il primo manuale d’arredo che verrà distribuito nelle edicole.
Alla documentazione di prodotto si sovrappongono il racconto di un’atmosfera e l’allusione a un sistema di spazi di cui i singoli oggetti sono testimoni e garanti.
La grafica di Adelaide Acerbi accompagna l’azienda nelle sue metamorfosi, dal rigore minimalista degli anni Settanta all’eclettica complessità degli ultimi anni; si lega alla storia della fotografia italiana, coinvolgendo Mulas, Ballo, Basilico che attraverso le loro campagne contribuiscono a mettere a punto quell’immagine cristallina dei prodotti che negli anni resterà come segno distintivo.

1984-1988

Starck E LA SVOLTA INTERNAZIONALE

Negli anni ‘80 Driade segue una svolta in senso internazionale, verso la moltiplicazione dei linguaggi. E’ la storia di Philippe Starck, che nel 1984 iniziava con la poltroncina Costes una personale ricerca nel campo della forma che Driade continua ancora oggi spaziando dai sistemi di imbottiti dall'altissima artigianalità, alle sedie e ai tavoli in plastica rotazionale e ad iniezione, alle sedute in fibra di carbonio e a tanti altri materiali per altrettante tipologie.

Con Starck sarebbero arrivati Tusquets, Clotet, Littmann, Ron Arad, Sipek, Toyo Ito, Chipperfield, Sejima, Pawson, Bellini che insieme a Mari e ad Antonia Astori hanno dato vita alla storia di Driade, caleidoscopio di linguaggi che riflette la complessità delle tendenze in atto nel mondo del design.

1988

NUOVI UFFICI

Disegnata da Antonia Astori la sede di Fossadello rende perfettamente l’idea di “Laboratorio estetico”: creare un’immagine complessiva dove tutto concorra a definire un’opera d’arte totale, alla quale partecipino architettura, arredi, oggetti, suppellettili, tessuti, tappeti.

Un percorso centrale attraversa l’intero edificio, segno nitido e rigoroso, promenade architecturale sulla quale affacciano uffici e sale finemente arredati. Tutto mira a costruire un’atmosfera di sottile estetismo, in cui le strutture razionalmente geometriche dell’edificio, le scaffalature a parete, permettono di accogliere liberamente gli arredi che hanno segnato gli ultimi decenni di storia del design. (preso da pasca).

1988

Borek Sipek - LES FOLLIES

Negli anni ottanta per Driade è naturale sviluppare una collezione di oggetti che irrompessero a riempire di vita gli ambienti. E’ una storia che inizialmente si identifica con la storia di Borek Sipek, artista boemo che sviluppa un originale linguaggio neobarocco fatto di vetri soffiati, argenti e legni pregiati, e lo elabora con Driade nel corso degli anni. I linguaggi diversi dei designer di oggetti che presto affiancano Sipek, hanno condotto Driade, attraverso il progetto DriadeKosmo, ad essere l’azienda multiforme che conosciamo .

1994

VIA MANZONI SHOWROOM

Nel 1994 Driade inaugura lo showroom di Via Manzoni; una successione di grandi ambienti, sale affrescate e gallerie al pianterreno dell’antico Palazzo Gallarati Scotti. Ad accogliere il visitatore il vasto catalogo Driade nella sua globalità: mobili, cucine, complementi, oggetti d’arte e di uso quotidiano.

1995

DRIADE STORE

A metà degli anni ’90 nasce DriadeStore, una collezione di mobili e oggetti per il quotidiano pensata per un pubblico giovane, accomunati da buon disegno, ottimizzazione dei sistemi di produzione, nell’utopia della qualità a costo ridotto.
Sono Miki Astori, Platt e Young, Haberli, Grcic e molti altri a dialogare con i vecchi maestri, Starck su tutti, per lo sviluppo del progetto.

Il contributo del giapponese Tokujin Yoshioka (2002), conferma come la sperimentazione di nuove forme e nuove soluzioni abitative continui ad essere l’anima vitale dell’azienda.

2003

CLOUDS /35 years celebration

Per festeggiare il suo trentacinquesimo compleanno Driade organizza durante il Salone del mobile di Milano la mostra-evento Clouds alla Rotonda della Besana di Milano, con 65 pezzi emblematici della storia dell`azienda. Oggetti che hanno segnato l`apporto di Driade all`iconografia degli ultimi trent`anni.

2007

STARCKLAND

Nel 2007 Driade organizza un importante evento per celebrare la longeva collaborazione con Philippe Starck

2008

COMPASSO d’oro

Nel 2008 Driade riceve il compasso d’oro per la sua MT3, poltrona a dondolo disegnata da Ron Arad. Un lungo studio condotto sulla tecnologia produttiva ha consentito di realizzare lo stampaggio rotazionale di elementi d'arredo in materiale bicolore. L'immissione in due fasi del polietilene in polvere colorato in massa diversifica la superficie esterna, goffrata, da quella interna, liscia, che si rivela con il taglio finale dei fianchi eseguito con macchina a controllo numerico a cinque assi.

E’ il terzo compasso d’oro dell’azienda dopo quello ricevuto per la Sedia Delfina di Enzo Mari (1979) e per il tavolo Legato, sempre di Enzo Mari, nel 2001 .

2013

ItalianCreationGroup

Nel 2013 la maggioranza Driade passa a ItalianCreationGroup, holding industriale che si occupa di acquisizione e accelerazione della crescita di piccole medie aziende il cui brand rappresenta l’eccellenza e l’essenza della creatività italiana. Il gruppo è nato da un’intuizione di Giovanni Perissinotto, già amministratore delegato del Gruppo Generali e Stefano Core, in precedenza manager di spicco di Telecom: offrire un supporto manageriale alle realtà italiane che si sono distinte per la qualità della produzione ed il rispetto delle tradizioni artigianali locali, al fine di conservare nel tempo tali capacità ed offrire maggiori sviluppi nel mercato globale. In quest’ottica, va vista l’apertura della sede americana del gruppo ItalianCreationGroup Usa Inc.

2014

David Chipperfield - new artistic director

Nel 2014 Driade affida il delicato compito della propria direzione artistica a David Chipperfield, uno dei maestri dell’architettura contemporanea.

"Sono onorato di accettare l’invito del nuovo Amministratore Delegato, Stefano Core, e della famiglia Astori a diventare il nuovo Direttore Artistico di Driade [David Chipperfield]"

In qualità di Direttore Artistico, David Chipperfield è responsabile per la definizione lo sviluppo e l’implementazione della strategia di Driade ed è coinvolto in tutte le decisioni inerenti i valori del Brand.

2015

NEW SHOWROOM

Situato nel cuore di Milano, si sviluppa su una superficie di circa 500 metri quadrati disposti su tre livelli e con un magnifico dehors esterno. Uno spazio aperto e luminoso, dove i prodotti dialogano tra di loro, in un alternarsi tra pezzi iconici e ultime novità. L’architettura rigorosa e al tempo stesso armonica fa da cornice alla collezione, che attraverso una selezione di prodotti riesce a riassumere l’ampiezza e la versatilità della gamma. Il nuovo punto vendita esprime l’essenza del mondo Driade: una visione a 360 gradi sul mondo dell’abitare capace di coniugare poesia e rigore e di tradurli in un prodotto senza tempo, eclettico, elegante, stravagante e gioioso.